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L'elogio della follia di una shopaholica

Avviso

18/06/2008 | 22:02 |  
Per questa settimana il blog resterà inattivo...


Causa: un pc disastroso!


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Giuseppe Zanotti: sapiente ibrido

06/06/2008 | 21:43 |  






Spesso i tentativi di cozzaglia di stili non ci piacciono affatto (vedi alcuni modelli recenti di Manolo Blahnik), ma queste peep toes del maestro Giuseppe Zanotti non deludono.


Raffinate e al contempo sbarazzine riassumono i numerosi trend di questa stagione: tacco leopardato, vernice sul cinturino "mary jane", design rock.
Perfette con una pencil skirt a vita alta magari indossata con una camicetta panna abbottonata fino al collo, riescono, però, a rendere originale anche un jeans skinny chiaro con la loro aria loliteggiante.

Anche se ammetto che l'abbinamento con una Gaucho Bag di Dior conferirebbe un tocco volutamente aggressivo, ma così stranamente in pendant da non passare inosservato.




Le trovate su: www.neimanmarcus.com



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CFDA Fashion Awards 2008: i vincitori

04/06/2008 | 16:10 |  

Francisco Costa for Calvin Klein

Womenswear Designer of the Year: Francisco Costa for Calvin Klein

Tom Ford Cfda
Menswear Designer of the Year: Tom Ford

Tory Burch Cfda
Accessory Designer of the Year: Tory Burch

Laura e Kate Mulleavy
Swarovski Award for Womenswear: Kate and Laura Mulleavy for Rodarte


Swarovski Award for Menswear: for Band of Outsiders
Swarovski Award for Accessory Design: Philip Crangi
Eugenia Sheppard Award: Candy Pratts Price
Geoffrey Beene Lifetime Achievement Award: Carolina Herrera
International Award: Dries Van Noten
Board of Directors’ Special Tribute: Mayor Michael R. Bloomberg

 

www.verycool.it

Foto da: TheFashionTime




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Lutto per "la mente" della moda del ventesimo secolo...

02/06/2008 | 16:20 |  

� morto Yves Saint Laurent

È morto lo stilista francese Yves Saint Laurent, ritenuto uno dei più grandi creatori di moda del Novecento. Lo ha annunciato la sua fondazione. Nato l’1 agosto 1936, Yves Saint Laurent, aveva 71 anni. La sua impronta nel mondo della moda e del lusso resta riconoscibile e il nome, diventato marchio universale, rimane un simbolo dello stile. Già dal 2002 la sua casa di moda era formalmente chiusa, ma i prodotti YSL, ora nel gruppo Gucci, hanno continuato e continuano a rappresentare un punto di riferimento della moda in tutto il mondo.

Il genio di Yves Saint-Laurent aveva brillato precocissimo: a 17 era arrivato a Parigi dall’Algeria - era nato a Orano - e appena un anno dopo era il braccio destro di Christian Dior. Tre anni ancora e, alla morte del maestro, ne assume l’eredità. Alla sua prima sfilata, appena 12 mesi più tardi, Saint-Laurent dice addio al vitino di vespa che ancora nel dopoguerra continua ad essere il marchio insostituibile del vestire femminile e volta pagina. Cavalcando e anticipando l’emancipazione femminile, la modernità e le esigenze di libertà e dinamismo del mondo contemporaneo, ebbe il coraggio di contaminare gli stili e lanciò la linea “Trapèze”, che fu subito un trionfo.

Il mondo della moda, orfano di Dior, va in estasi per il giovanotto timido e con gli occhialoni, ma quando viene richiamato sotto le armi per il servizio militare - ebbe un esaurimento nervoso e lo riformarono - la maison parigina lo sostituisce con Marc Bogan. Trascorre un anno e Yves Saint-Laurent si mette in proprio, prima aprendo una boutique nel XVI arrondissement, poi accanto agli Champs-Elysées. Da subito, nasce la collaborazione e la relazione di una vita, con Pierre Bergé che gestisce e coordina laddove il genio di Saint-Laurent crea e inventa.

Il suo colore naturale, il suo rifugio è il nero. Nere sono le tre iniziali che fanno il giro del pianeta inventando la potenza del logo, nero è lo smoking che resta il suo abito preferito e che lo stilista fa indossare indifferentemente a uomo e donna. Ma disegna e crea da maestro con i colori e anche i più vivaci, ispirando i suoi modelli e le sue collezioni a celebri quadri di Mondrian, Picasso, Matisse o Van Gogh o ai suoi viaggi più esotici.

Saint-Laurent è stato per anni anche sinonimo di gusto per lo scandalo e la provocazione, dalla collezione “40″, ispirata agli anni bui della guerra, a quando nel 1971 posò egli stesso nudo per “Homme” il suo profumo. Sei anni dopo “Opium”, un altro nome che irritava i benpensanti, un altro profumo, un altro trionfo. Grandi artisti di tutto il mondo del XX secolo furono suoi amici e collaborarono con lui, da Marguerite Duras a Jean Cocteau ma la parabola di Saint-Laurent fu anche quella di un uomo che soffriva e che neppure con l’arte riuscì ad esprimere tutto il malessere interiore. Soltanto la creazione e l’intesa con Bergé furono i suoi appigli sempre positivi: “Yves”, scrisse una volta il suo compagno, “ha scritto in modo magistrale una delle pagine più belle del genio francese. Ciò dovrebbe renderlo felice. Ma crederlo significherebbe ignorare che la creazione celebra sempre le nozze del talento e della sofferenza”.

Stanco e già ammalato, nel 2002 Yves Saint-Laurent si ritirò dall’attività e il velo di tristezza dietro le lenti dei suoi occhiali squadrati apparve in tutta la sua evidenza: “Ho conosciuto la paura e la solitudine terribile”, disse, “e quei falsi amici che sono i sedativi e gli stupefacenti. La prigione della depressione e quella delle case di cura”.








da blog.panorama.it/culturaesocieta/2008/06/02/e-morto-yves-saint-laurent-maestro-di-stile/

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Date un' occhiata a Very cool

21/05/2008 | 18:57 |  

Marc Jacobs, erede spurio di Andy Warhol?


Gwyneth Paltrow e lo spot per Tod's


Vip e le loro interpretazioni di stile al party di Chopard


Una rivoltella per tacco!








Visita www.verycool.it

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Coloratissimi gioielli per l'estate 2008

15/05/2008 | 16:37 |  

collaneDalle ultime sfilate milanesi in passerella i gioielli tornano grandi protagonisti, tanto da valorizzare ancor di più le nuove mise. Il gioiello, nell’arco dei secoli, si è intimamente legato con la storia del costume e della società del proprio tempo subendo stravolgenti evoluzioni nelle tipologie, nelle simbologie e nel valore. I ruoli che ha assunto con il passare del tempo sono vari e differenti, da simbolo di magia a esibizione di potere, da valore affettivo ad appartenenza ad una determinata classe sociale, fino a divenire, nei giorni nostri, semplice accessorio decorativo o oggetto di sperimentazioni artistiche

Nella moda, i gioielli, fanno il loro ingresso nel momento in cui s’iniziano a scoprire braccia e spalle. Negli anni Venti del 900 la moda garçonne conquista l’Europa, la donna porta i capelli corti, ha forme efebiche, il seno cancellato ma braccia e spalle sono ingioiellate con speciali invenzioni da oreficeria. 

Anche nell’equilibrata moda degli anni Trenta i gioielli primeggiano, sostituiti in seguito da lunghi guanti

Per questa primavera/estate sono sfaccettate le proposte dove splenderanno differenti gioielli, da quelli sobri e semplici a quelli più massicci e colorati. Sulle passerelle milanesi si è visto un po’ di tutto. Collane, orecchini, anelli, bracciali ornano l’abito rendendolo prezioso e importante. Nota importante da sottolineare è che, per la maggior parte, sono oggetti di bigiotteria e questo vuol dire che sono alla portata di chiunque. La perfezione nella lavorazione, e il colore vivo rendendo il gioiello simile a quello vero, mentre in realtà si tratta solo di pietre dure semipreziose. 

I colori sono naturalmente quelli dell’estate, dal bianco all’azzurro al rosso, per chi non ha la possibilità di acquistare l’intera parure, l’importante è sempre scegliere la collana, lunga e importante, capace di distogliere l’attenzione anche dall’abito. La lunghezza dev’essere di almeno 70 cm da portare senza il doppio giro ma lunga sul petto, la scelta delle pietre è molto personale, anche se è bene non sceglierla in colori troppo contrastanti con il resto dell’abbigliamento.

collana

Il bianco è ovviamente il colore per eccellenza che si abbina con maggiore facilità, come l’agata bianca a grosse boule concatenate, oppure la pasta di turchese, che ai profani può apparire vero turchese, magari alternato a piccoli monili in argento, oppure per il rosso la pasta di corallo, e non il corallo, oppure il bambu, a tronchetti. Assolutamente vietati sono i ciondoli, quindi da scegliere è solo la collana. 

Anche gli orecchini sono passati in secondo piano, anche se non sono del tutto scomparsi, magari delle monachelle non sono mai di troppo, ma attenzione a non eccedere. 

Gli anelli devono essere rigorosamente esagerati, e deve esserne indossato solo uno, per mano, la pietra dev’essere abbinata allo stesso colore della collana. 

anello

Il bracciale, invece, fa un ritorno trionfale, grandi bracciali con pietre colorate, per attirare l’attenzione, mentre sono da evitare la serie di bracciali, sette o otto, portati per polso. Se indossiamo il bracciale l’orologio dovrà essere indossato dall’altro polso. È importante però tenere sempre presente il senso della misura, perché se si eccede si rischia di diventare troppo pacchiane. 

Per chi invece ama davvero poco i gioielli almeno una collana, in agata bianca o in onice nero dev’essere acquistata per non essere out. È preferibile indossarle su lunghi caftani, o abiti di seta, o gonne un po’ zingaresche: da evitare assolutamente se si indossa un abbigliamento sportivo. Possono essere acquistate non solo in bigiotteria ma anche nei mercatini, e il prezzo non è affatto inaccessibile, basta un po’ cercare, magari anche sulle spiagge. 

Ovviamente è bene tenere distinti i veri gioielli, magari con turchese vero incastonato, dalla più comune pasta di turchese, perché varia essenzialmente anche il prezzo, quindi sempre attenzione ai falsi, che sono sempre in agguato. Regola fondamentale è riporli assolutamente all’inizio dell’inverno, perché assolutamente vietati, quindi è bene sbizzarrirsi ora che la stagione è appena iniziata.




da
www.girlpower.it/look/moda/gioielli_estate.php

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Due pezzi cult del 2008 si fondono: gladiator + zeppa

13/05/2008 | 15:52 |  


Nicole Richie Gladiators

Li abbiamo visti in tutte le salse, modelli, colori e fogge. Ma con la zeppa li avevate già visti? Li ha sfoggiati la neo mamma Nicole Richie a passeggio con Joel Madden con un abitino etnico dai colori allegri ma non troppo sgargianti che fa il paio perfetto con lo stile minimale dei gladiator pur non essendo maxi come tendenza richiede.

La zeppa, altra tendenza di stagione, sembra essere a proprio agio con il sandalo che nasce basso per definizione, e ad un occhio poco attento si nasconde perché è sottile e per nulla massiccia. Che ne dite? Ne avete fin sopra i capelli di ibridi o pensate che dopotutto un gladiator alto vi stuzzica ma la zeppa è decisamente più comoda…?

Nicole Richie

 

 

 

da www.ohmyshoes.it



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Tendenza mocassini

06/05/2008 | 19:07 |  
Classico, elegante, eclettico: innumerevoli sono gli aggettvi con cui definire uno tra i modelli di calzature che continua a non passare mai di moda. Stiamo parlando dei mocassini, che con quell'aria bonton riescono a rendere chic la mise più sportiva e casual un abbinamento fin troppo elegante.




Prada




Gucci





Car Shoe





Tod's





Chloè





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Swinging Twiggy!

30/04/2008 | 23:32 |  

Twiggy

Un volto che ha incantato il mondo quello di Twiggy. Un fenomeno planetario che nella seconda metà degli anni sessanta conquistò le pagine dei rotocalchi, ossessionò il mondo della moda e divenne in poco più di ventiquattro ore il modello da imitare per milioni di ragazzine sparse per il mondo.

Tutto iniziò, proprio come in una fiaba moderna, a Londra, più di quarant’anni fa. Una ragazza con un background proletario, un accento terrifcante, tipico dei quartieri dell’ East End e un fisico minuto ed esile, quasi un fuscello (da qui l’origine del nome). Eppure proprio questo fisico così androgino ed insolito la portò dritta al successo e alla fama internazionale, grazie anche ad una serie di incontri fortunati, primo fra tutti, quello con Barry Lategan (la foto in alto è sua) un fotografo sud africano che lavorava per Vogue ed Elle che divenne famoso nei primi anni ‘60 per aver imposto la moda delle ragazze magre e flessuose.

Twiggy icona della moda anni ‘60

Ma a farla diventare un’icona femminile delle seguaci della moda da una parte e dall’altra dell’Atlantico furono David Bailey, il fotografo cui si ispirò Antonioni per il film Blow Up (1966) e Mary Quant, la stilista conosciuta come l’inventrice della minigonna che lancerà facendola indossare nel 1966 proprio a Twiggy, allora parrucchiera di 17 anni.

Fu la svolta: in pochi giorni diventò semplicemente l’emblema di un’intera epoca, di quella swinging Londra allora nuovo e fantasmagorico ombelico del mondo.

Il suo volto da bambina sparuta e un po’ impertinente, i grandi occhi da cerbiatta in fuga e il suo corpo magrissimo (che il Newsweek descrisse maliziosamente come “quattro arti verticali in cerca di un corpo femminile”) entrarono di prepotenza nell’immaginario collettivo. Chi potrà mai dimenticarsi di quelle lunghissime ciglia disegnate con così tanta maestria? O di quel garbo infantile e ultrachic che faceva di ogni foto un universo di immacolata perfezione?

Twiggy Bowie

Una carriera folgorante che le aprì presto le porte del cinema e della musica. David Bowie la mise sulla copertina di un suo disco. Ken Russell geniale e visionario regista inglese, la volle invece per il suo musical cinematografico The boy friend per cui Twiggy ottenne addirittura due Golden Globe e che pochi anni dopo la portarono anche a calcare le scene di Broadway con il musical My one and only, un successo che per mesi tenne banco al botteghino. Una carriera inarrestabile, luminosa . Bellissimo e toccante anche il suo ruolo di Eliza Doolittle nel Pigmalione accanto a Rober Powell, ruolo che negli anni sessanta era stato dell’ indimenticabile Audrey Hepburn (ricordate vero My Fair Lady?).

Una vita costellata di tanti successi che fortunatamente per lei e per noi continua anche nel nuovo millennio, prima con le sue apparizioni nel celebre America’s next top model nel ruolo di giudice della commissione esaminatrice, poi nella celebre campagna pubblicitaria di Marks and Spencer che ha avuto un successo senza precedenti, risollevando addirittura le finanze disastrate del celebre storico store inglese.




da www.verycool.it

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L'alternativa economica alle cap toe Chanel

17/04/2008 | 18:59 |  

captoe.jpg

Superata la soglia del mezzo secolo, le cap toe lanciate da mademoiselle Coco Chanel non solo non hanno perduto lo smalto originario, ma si reinventano, sull’onda del ritorno del bicolore e del glam sofisticato di Chanel rivitalizzato da Karl Lagerfeld.

Una scarpa classica in tutto e per tutto ma allo stesso tempo assolutamente trendy e versatile la propone TopShop, rivisitando la tradizione: colore nudo, come tendenza vuole, e sinuoso cap toe nero che riprende il tacco.

Per novelle signorine bon ton o per abbinamenti dissacranti, assolutamente stridenti, con capi rock.

 

 

 

da www.ohmyshoes.it



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